Siamo agli sgoccioli, tra ultime verifiche in classe e preparazione per gli esami il tempo scorre velocissimo! In questo articolo suggerisco dove trovare spunti per collegare gli argomenti e strumenti per preparare le mappe per il colloquio pluridisciplinare. Parlo anche di I.A. perché è sempre più integrata negli strumenti che usiamo (tutti) ogni giorno. I ragazzi la usano e vi fanno affidamento, ma affidarsi ciecamente è un errore.
In questo periodo i miei ragazzi di terza media (vabbè: Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione) si stanno preparando per gli esami. Alcuni professori li guidano nella scelta degli argomenti e nella preparazione della mappa, altri li incoraggiano a pensare in modo autonomo agli argomenti da preparare. All’inizio dell’anno scolastico ho suggerito ai ragazzi di segnarsi man mano gli argomenti per loro più interessanti e quelli attinenti ai loro interessi personali. In genere, quasi tutti sono riusciti a pensare ad un argomento trovando i vari collegamenti interdisciplinari, alcuni hanno la necessità di affinare gli ultimi argomenti e li cercano nei libri di testo, altri li cercano con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale come strumento non come scorciatoia
Nel sito del ministero si legge: “Il colloquio mira ad accertare le capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studi, il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze descritte nel profilo finale dello studente delineato dalle Indicazioni nazionali per il curricolo e il livello di padronanza delle competenze connesse all’insegnamento trasversale di educazione civica.” I ragazzi devono, quindi, scegliere un argomento che faccia da sfondo per creare un discorso coerente ed armonioso e colleghi varie materie.
Il punto centrale dell’esame è proprio questo: dimostrare la propria capacità di collegare gli argomenti delle discipline. Non si può ignorare come la presenza invasiva dell’intelligenza artificiale ponga un problema etico molto forte; l’IA è ovunque: nei motori di ricerca, nei correttori e negli strumenti che usiamo ogni giorno. Diventa importante capire come usarla ed essere consapevoli dell’importanza di adoperare le proprie risorse cognitive per creare contenuti e collegamenti. Per qualche disciplina potrebbe essere difficile trovare collegamenti e la tentazione di ricorrere all’intelligenza artificiale per trovare ispirazione è comprensibile. Vale la pena ricordare che è lecito utilizzare l’IA per la struttura, non per i contenuti integrali: utilizzarla senza riflettere e rielaborare è il modo più sicuro per arrivare all’orale impreparati.
Il problema non è solo etico. È pratico: il software non sa cosa si è studiato durante l’anno, non conosce gli insegnanti e non sa quale parte del programma è stata approfondita di più. Può offrire uno spunto generico, ma non sostituire il ragionamento personale. Inoltre, è da tenere presente che l’IA può rendere plausibili informazioni sbagliate poiché propone output fluenti e credibili. È possibile ritrovarsi con date errate, citazioni inesistenti, link che non portano a nulla, nomi storici leggermente alterati: tutto scritto in modo impeccabile. Non è sempre facile accorgersene.
C’è anche un aspetto legato allo sviluppo delle proprie competenze. Uno dei miei professori universitari, Andreas Formiconi, ci ha lasciato questa citazione che mi ha molto colpito: “La comodità deprime l’intelligenza”. Usare l’IA può apparire molto comodo, ma si disimpara ad utilizzare le proprie capacità. Questo sembra essere confermato dalle ricerche scientifiche, come ad esempio uno degli studi del MIT del 2025 che ha mostrato che usare l’IA per produrre testi riduce l’attivazione cerebrale nelle aree legate al linguaggio e al ragionamento. Questa riduzione dell’attivazione produce quello che i ricercatori hanno definito “debito cognitivo”. Un’altra fonte interessante è il report OCSE del 2026 sull’uso dell’IA generativa nell’istruzione che sottolinea proprio l’importanza di preservare le competenze umane nella produzione e valutazione dei contenuti.
Come usarla allora? L’IA può aiutare a trovare un primo spunto quando si è bloccati, a sistemare la grafica di una presentazione, a proporre idee (da verificare) per un brainstorming iniziale. Ma i contenuti devono essere contestualizzati e rielaborati dall’esaminando. I professori, peraltro, sono sempre più bravi a riconoscere i lavori prodotti interamente dall’IA.
Dove trovare spunti per gli argomenti
- Iniziare pensando alla propria esperienza (vacanze, viaggi, storie di famiglia…) e alle proprie passioni, esse sono spesso fonte di ispirazione. Partire da uno di questi fattori può dare originalità e consistenza alla propria esposizione orale
- Partire dalle proprie idee e poi chiedere suggerimenti ai professori
- Controllare i libri di testo: spesso si possono trovare fascicoli o suggerimenti di collegamenti interdisciplinari
- Consultare i siti degli editori che offrono spunti interessanti es:
- Eseguire ricerche utilizzando Google indicando l’argomento principale o le proprie preferenze. Ricordarsi di scegliere suggerimenti derivanti da siti affidabili e di fare attenzione perché la prima risposta può essere generata dall’intelligenza artificiale. La risposta dell’IA può contenere risposte non attinenti al proprio corso di studi o, addirittura, completamente errate;
- Usare direttamente l’intelligenza artificiale, ma attenzione! Il software non sa cosa si è studiato durante l’anno, può offrire uno spunto, ma verificare e rielaborare è d’obbligo. Potrebbe essere utilizzata per la ricerca di quella materia per la quale non si riesce a trovare un collegamento, oppure, in caso di black out totale per sbloccare le idee.
Preparare la mappa dei collegamenti
Una volta trovati gli argomenti e verificati con gli insegnanti rimane da costruire la mappa. Collegare gli argomenti in una mappa è abbastanza semplice: si scrive l’argomento principale (il “filo rosso” che collega gli argomenti dell’esposizione) al centro, poi si creano i rami e i nodi con i collegamenti alle varie discipline. Possiamo trovare moltissimi modelli di mappe mentali in rete, per esempio nei modelli di Canva.

Le mappe possono essere create a mano o con software dedicati, di seguito ne elenco alcuni; cliccando sui nomi si può arrivare alle rispettive pagine.
Software Offline (Installabili su PC/Mac)
Programmi da installare direttamente sul disco fisso, ideali per lavorare senza connessione internet e gestire file complessi.
- XMind: Consente di strutturare informazioni attraverso diversi tipi di diagrammi, come mappe mentali, schemi a lisca di pesce e tabelle
- FreeMind: Si tratta di un software open-source basato su Java, caratterizzato da un’interfaccia essenziale.
- MindNode (Solo Mac/iOS): Ha un’interfaccia intuitiva basata sul “drag-and-drop”. I rami possono essere collegati trascinandoli con il mouse o il touch, e il layout rimane automaticamente ordinato e pulito.
Strumenti Online
Piattaforme accessibili tramite web, che permettono il salvataggio in cloud e il lavoro collaborativo in tempo reale.
- MindMeister: Creazione e condivisione di mappe mentali. L’interfaccia supporta la collaborazione simultanea tra più utenti sullo stesso file.
- Canva: Offre modelli predefiniti per la realizzazione di mappe e schemi. È la scelta più adatta se si decide di collegare la mappa alla presentazione da proiettare durante l’esame. In alternativa, per le presentazioni si può utilizzare PowerPoint.
- Coggle: Applicazione web che propone un sistema di rami colorati originati da un punto centrale.

Strumenti con Integrazione IA
Molti strumenti integrano l’intelligenza artificiale, le seguenti sono piattaforme che sfruttano algoritmi per automatizzare la creazione di strutture o la sintesi di testi. Vanno utilizzati con molta cautela per ottenere degli spunti e NON per il copia-incolla.
- NotebookLM: Funziona esclusivamente sulle “fonti” caricate dall’utente, come PDF, siti web o appunti. Analizza i materiali e genera visualizzazioni delle connessioni tra i documenti presenti nel taccuino. Se si hanno molti appunti possono essere caricati ed elaborati purché siano leggibili.
- Whimsical: Lavagna collaborativa, inserendo una parola chiave o un breve testo, l’IA suggerisce nodi correlati da cui espandere la mappa logica, ideale per creare rapidamente schemi di partenza su argomenti ampi a partire da un solo input testuale.
- Algor Education: Piattaforma specializzata nella trasformazione di documenti in schemi. Caricando file PDF o foto di testi, l’algoritmo estrae i concetti principali e li dispone in una mappa gerarchica modificabile, facilitando la sintesi di capitoli di libri in schemi visivi pronti per il ripasso.
Attenzione: questi strumenti cambiano rapidamente. I nomi e le funzionalità potrebbero variare entro breve tempo; vale la pena verificare.
Nel caso in cui si decida di affidarsi a strumenti che integrano l’intelligenza artificiale è bene chiedere di fornire molte idee tra cui scegliere, ed utilizzare la mappa derivante solo come spunto da personalizzare con i propri ragionamenti. È meglio un’esposizione sentita e personale di una apparentemente più plausibile, ma impersonale. Senza contare che viene valutata la capacità personale di fare collegamenti, quindi non è ammissibile portare collegamenti creati completamente dall’intelligenza artificiale.
Personalmente trovo che avere un’idea per la struttura (es. i modelli delle presentazioni) pronta possa velocizzare la produzione e fornire delle idee, ma non è corretto, né efficace, utilizzare i contenuti prodotti dal software così come sono. I prof, poi, sono sempre più bravi ad individuare i lavori dell’I.A.
Riferimenti e approfondimenti
Sito del Ministero per gli esami di primo ciclo 2025-2026: istruzione.it
Kosmyna et al. (2025), Your Brain on ChatGPT — studio del MIT che misura la riduzione dell’attivazione cerebrale durante la scrittura assistita dall’IA: media.mit.edu
OCSE (2026), Digital Education Outlook 2026 — analisi sull’uso efficace dell’IA generativa nell’istruzione, con focus sulla valutazione delle competenze umane: oecd.org
Andreas Formiconi, blog iamarf.org — un pozzo di riflessioni sull’educazione e sulla tecnologia.
Pier Luigi Pisa, “Chi ci guadagna dal sapere collettivo”, La Repubblica (2026) — su come funziona l’IA nelle ricerche Google: repubblica.it
Un breve video per capire come l’AI “legge” le nostre parole di Marco Camisani Calzolari https://www.camisanicalzolari.it/307-vi-spiego-come-lai-legge-le-nostre-parole/ le interpreta a pezzetti, token…