Welfare aziendale e Dote famiglia: una possibilità di rimborso da conoscere

Le prestazioni educative e pedagogiche possono essere rimborsate tramite il welfare aziendale e, per chi risiede in Friuli, tramite la Dote famiglia. Sono possibilità da conoscere e verificare.

Dote famiglia (per chi risiede in FVG)

Si tratta di un contributo regionale per le spese sostenute per i figli minorenni, da richiedere una sola volta, entro il 31 dicembre. Nella Dote famiglia si parla di percorsi di sostegno scolastico e servizi educativi extrascolastici, purché fruiti in regione. Per accedere alla Dote famiglia è necessaria la Carta famiglia. Le modalità di presentazione, i limiti e i requisiti possono variare di anno in anno: in genere le regole vengono aggiornate ad inizio anno e le domande si possono presentare da aprile. Le informazioni aggiornate si trovano su una pagina della Regione FVG: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/politiche-famiglia/FOGLIA49/

Dote famiglia FVG rimborsi

Welfare aziendale

Sempre più spesso i piani welfare prevedono il rimborso delle spese educative per i figli dei dipendenti. Il rimborso dipende dal tipo di piano, ma vale la pena controllare: in alcuni casi rientrano sia i corsi per genitori sia il sostegno scolastico per i figli. Per capire cosa sia rimborsabile si può consultare la piattaforma welfare, se disponibile, o chiedere all’ufficio del personale.

C’è un divieto di cumulo: la stessa spesa non può comparire sia nel welfare aziendale che nella Dote famiglia (neppure in altri benefici).

Un esempio concreto

In un piano welfare che ho potuto consultare, la voce dedicata si chiama ‘Spese per servizi per B.E.S.’ e funziona nel modo seguente:

  • Cosa copre: servizi di supporto all’apprendimento per familiari con BES, insegnante di sostegno per le ore non coperte dalla scuola, corsi di LIS o Braille, dispositivi informatici di ausilio.
  • Chi paga: il dipendente o il coniuge non separato.
  • Documenti: fattura con tipo di servizio e nome del beneficiario; prova del pagamento (bonifico, POS); documentazione medica “o analoga” che attesti il BES; dichiarazione sostitutiva.
  • Anni precedenti: rimborsabili fino a 5 anni indietro, se non già detratti o rimborsati.
  • Niente cumulo: la spesa rimborsata non si può usare né per altri contributi né in detrazione, nemmeno dal coniuge.

Un’altra possibilità nel welfare: chiedere il convenzionamento

  • Cos’è: in molti piani welfare il dipendente può proporre di convenzionare un professionista che non è ancora presente sul portale. Una volta convenzionato, il servizio si paga con un voucher del credito welfare, senza anticipare la spesa e senza richiesta di rimborso.
  • Chi lo chiede: il dipendente, dal portale welfare, indicando il beneficiario, i dati del professionista, il tipo di servizio e il prezzo.
  • Ambiti: di solito formazione, cura dei minori, salute e benessere, tempo libero. Il gestore verifica che la proposta sia compatibile con la normativa.
  • Tempi: indicativamente un paio di settimane. Nel frattempo il credito corrispondente resta bloccato e, se il convenzionamento non va a buon fine, torna disponibile.

Attenzione: ogni piano welfare ha regole proprie, quindi conviene leggere il proprio regolamento.

Riferimenti

Apprendiamo